Filippo Scarponi, il Primo coach per l’impresa alimentare

 

Mi chiamo Filippo Scarponi, sono nato nel 1957, il 20 luglio, segno zodiacale Tartaruga, secondo l’oroscopo Maya, Cancro secondo quello tradizionale: atipico in entrambi i casi. Sono divorziato e padre di due figli meravigliosi.

Da giovane studiavo molto, ma non le materie scolastiche. Il mio tempo e le mie capacità erano tutte dedicate alla musica: beh, non proprio… non solo! Prima il coro della parrocchia, poi la batteria – sì, lo strumento musicale. La musica ha incendiato di passione la mia gioventù.

Un bel giorno, spinto dal fatto di “pensare al mio futuro” ed alle necessità della mia famiglia, partecipai ad un concorso pubblico per ragioniere capo in un piccolo comune: beh, lo vinsi! E con quella vittoria raggiunsi il mio primo tangibile obiettivo dopo il diploma: il posto fisso! Goal al primo tiro! Per un figlio unico di madre nubile, nato in una famiglia semi-povera, era un vero successo.

Ma questo successo mi costrinse alla mia prima grande rinuncia: la possibilità di diventare ciò che avevo sognato per anni, cioè un grande batterista. Scendere dal palco, interrompere le tournée, chiudere le passioni in un cassetto è stato molto difficile. Oggi quando dico “mai rinunciare ai sogni!” so di cosa parlo.

Dopo appena due anni di purgatorio incontrai un altro grande amore: il marketing. Mettere il cliente al centro delle proprie azioni, agire sulle leve per cercare di soddisfare le sue esigenze, conquistare il mercato, le quote, i cluster, gli indici di penetrazione, applicare l’advertising in tutte le sue forme, ecc. Un altro mondo, poco praticabile, ma molto all’avanguardia almeno in Italia! La passione accende di nuovo la mia vita. Nel frattempo arriva il primo grandissimo dolore: la morte di mia madre, dopo una malattia devastante e dolorosa.

Resisto ancora un po’ a “fare il ragioniere capo” e poi prendo la grande decisione: lascio il posto fisso ed entro nella SEAT-Pagine Gialle. All’epoca (1984) la formazione era gestita da un consulente, un certo Mario Silvano. Quando si dice la fortuna… Poi tutta una serie di corsi e di incontri fantastici: Kotler, Vogel, Sanna, ecc. Il Marketing, Milano, la grande azienda… WOW!

Dopo sei anni di crescita imprenditoriale inarrestabile con il raggiungimento di tutti gli obiettivi propri e della squadra che formavo e gestivo, incontro la Nuova Simonelli, azienda produttrice di macchine per caffè. A quei tempi non era l’azienda leader che è oggi, ma gli uomini al comando sì, gli stessi che ancora oggi hanno voglia di conquistare sempre nuovi obiettivi.

 E con questa azienda ho iniziato il fantastico viaggio nel mondo dell’HORECA, nel mondo delle imprese di distribuzione di alimenti e macchinari per Hotel, Ristoranti, Bar, Catering, Pasticcerie, ecc. Nel frattempo cambiavano anche i ruoli non più venditore ma Area Manager (ma all’epoca si chiamavano semplicemente Capo Area), poi Responsabile Vendite Italia e, di conseguenza, anche la formazione cominciava a cambiare direzione: la gestione dei budget, degli obiettivi, degli uomini, del Justintime, noto precursore della lean-phylosofy: semplificare, rendere il percorso lineare ed accessibile a tutti. Corsi di formazione della durata di 2 anni con aziende di consulenza a domicilio e con diversi docenti, italiani, inglesi giapponesi, ecc. WOW!

La terza grande passione l’ho incontrata qualche anno dopo: il cook&chill. Allungare la vita dei prodotti (shelflife) senza alterarne le qualità organolettiche è ciò che l’uomo ha sempre sognato. In quegli anni (1993) il cook&chill era all’inizio della sua stravagante vita, un’altra avanguardia: apprezzato ed avversato, amato e odiato, come tutti i derby che giochiamo in Italia, nei quali si contrappongono due punti di vista e due diverse visioni della realtà.

“È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio” dice il mio amico Albert Einstein.

Come tutte le novità, anche il cook&chill doveva necessariamente essere presentato, e “per caso” venni inserito nella squadra che progettava le dimostrazioni in AngeloPo, l’azienda italiana leader delle grandi cucine industriali. Un’esperienza vibrante, fatta con grandissimi professionisti, a presentare, ad ascoltare e dialogare con tantissimi cuochi e ristoratori sulle opportunità che la tecnologia offriva loro.

In quegli stessi anni ho casualmente conosciuto anche Anthony Robbins. Il suo libro “Come ottenere il meglio da sé e dagli altri” lo avevo letto da poco e quella strana teoria della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), quegli strani esercizi alla ricerca del selfpower, quell’energia, quella positività, trovarselo davanti personalmente è un’esperienza che auguro sempre a tutti!

E poi Brian Mayne e la sua Lift International e quel suo modo di tenere l’aula assolutamente unico ed affascinante… sì quell’albero simbolo del goalmapping che poi è diventato il simbolo dei miei obiettivi, il marchio della mia vita professionale e personale.

Da quegli anni la formazione è diventata la mia grandissima passione, il mio motore propulsore, così come lavorare in squadra mi ha sempre dato la possibilità di esprimere al meglio le mie potenzialità. Prima ho frequentato tantissime squadre con dinamiche completamente diverse; poi ho cominciato a crearle, a formarle a portarle verso i grandi successi che difficilmente immaginavamo all’inizio.

Datemi una squadra e darò il massimo. Le squadre che ho creato, formato e gestito per periodi più o meno lunghi hanno tutte una caratteristica in comune: arrivano “nello spogliatoio” pensando: “Vediamo cosa ha da dirci questo qua” e quando ci salutiamo siamo diventati tutti più ricchi e consapevoli del nostro valore: proprio quello che cercavamo!

Da anni collaboro con la Irinox spa, azienda leader dei sistemi per la conservazione degli alimenti. Per quattro anni sono stato il responsabile dell’Accademia degli Specialisti Irinox, la struttura che si occupa della formazione dei clienti, dei consulenti, della rete distributiva e delle altre posizioni aziendali.

È questa l’esperienza che so di poter trasferire con il mio lavoro fatto di azioni e di verifiche quotidiane. Il confronto con i grandi professionisti mi ha insegnato dei concetti fondamentali che vorrei riassumere così:

  • abbandona i sogni e sei morto,
  • perseguili senza passione e sei un sopravvissuto,
  • vivili con entusiasmo e sei un protagonista,
  • fallo costantemente tutti i giorni e sei un genio.

Solo un genio può fare delle azioni semplici e con amore per cambiare il mondo. L’eccellenza è un’abitudine geniale! 

Sono molto felice di raccontare un’altra mia grande passione: il Coaching. L’ho incontrato casualmente nel mio peregrinare nelle librerie – quanto ho studiato quando ho capito quanto costa essere ignoranti! – , con Timothy Gallwey ed il suo “The inner game” e poi con Sir John Withmore con l’altro testo sacro “Coaching”. Poi un giorno ho deciso di affrontarlo e viverlo seriamente e professionalmente perché capivo che quell’incontro rappresentava un ulteriore percorso di crescita: quella della consapevolezza e della responsabilità! I primi corsi, i primi esami, i primi coachee e poi tanti, tanti, tanti altri.

Ancora oggi è lo “strumento” complementare in grado di sviluppare la crescita personale e professionale di tutti, imprenditori e non. Ed è utilissimo per chi vuole creare, gestire, inventare, creare, (ri)posizionare, vendere, selezionare, mantenere e fidelizzare il proprio marchio, i propri prodotti, la propria identità. Ah, quasi dimenticavo: è indispensabile per chi vuole gestire relazioni, cioè per tutti coloro che hanno a che fare con altre persone!

Oggi sono il coach•trainer creativo, pronto a raccogliere e ad affrontare le nuove sfide con coloro che desiderano superare gli ostacoli e le difficoltà interne ed esterne, specializzato nel settore delle imprese alimentari.

Dal 2007, da quando ho compiuto 50 anni e vivo con Paola, la mia compagna, ho deciso di “rendere” una piccola parte di quanto mi è stato “donato”. Dedico il 10% del mio tempo alla formazione dei ragazzi che frequentano le scuole: quelli che non possono pagarsi un corso di formazione, o un coach, quelli a cui nessuno insegna come superare una prova con successo. I ragazzi hanno ancora la vita per dimostrarsi ciò che valgono e ciò che sono in grado di ottenere con il loro lavoro: l’importante è credere in se stessi, l’importante è scegliere chi vuoi essere!

E tu cosa aspetti?