Da tempo ho deciso di non occuparmi più di politica attiva. Non è facile, visti i miei trascorsi giovanili e non solo, ma l’ho fatto perché non mi riconosco più nella gestione della politica da parte di persone che sono molto distanti dai modelli con cui sono cresciuto e ho molto apprezzato. Faccio un nome per tutti, così capirete anche da che parte batte il mio cuore. (Tranquilli, lo so che non si fa, che è controproducente, allontana, … lo faccio consapevolmente e responsabilmente!!!)

BERLINGUEREnrico Berlinguer, la persona che quando era segretario del più grande partito comunista dell’Europa occidentale (perché all’epoca c’era anche quella orientale) riceveva uno stipendio netto di 1.300.000 lire, lo stesso che prendeva un operario della FIAT. Il resto dello stipendio da parlamentare, quello delle commissioni parlamentari, ecc. finiva interamente nelle casse del PCI. Come il suo, anche quello di molti altri dirigenti del partito, Giorgio Napolitano compreso.

Questo è stato, ed è ancora, il mio grande punto di riferimento nella vita politica. Capisci perché non mi occupo più di politica. Comprenderai che quando sento due miliardari/evasori parlare di “politica” e dire che loro hanno la ricetta per cambiare il paese, non solo mi viene da ridere, ma ho anche l’impulso di spegnere, di chiudere tutto e andarmene… Mi dispiace veramente per quelle persone che credono a queste sciocchezze.

Poi accadono fatti come questo.

La scorsa settimana ho letto l’intervista rilasciata dall’onorevole Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua coniugata Buitoni al settimanale Panorama, in cui la suddetta signora, sottosegretaria al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si lamentava della “pochezza” del livello degli chef italiani rispetto a quelli di altri paesi. Suggeriva pertanto, di concerto con la Ministra delle Attività Agricole, la creazione degli Stati Generali della Cucina Italiana come possibile strumento per approfondire le tematiche e contribuire al superamento del gap culturale.


Uno scandalo!!! Incredibile, inconcepibile, inammissibile!!!

ilaria-borletti-buitoni-211075Spesso sono in giro per lavoro e non presto molta attenzione alle sciocchezze che vengono dette dai vari esponenti politici. In questo caso però la “rivolta” che è seguita alle dichiarazioni del sottosegretario Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua in Buitoni è stata talmente forte e indignata da farmi impiegare un po’ di tempo per svolgere un’approfondita indagine sul contenuto della proposta e, soprattutto, sull’origine della stessa. Già, perché se non controlli la fonte, è difficile poter credere che un sottosegretario del governo italiano possa dire una stupidaggine del genere: ma sarà vero? Se sì, ma dove vive?

Purtroppo è tutto vero: i blog, i giornalisti e persino Panorama hanno riportato fedelmente il suo pensiero, al punto che la suddetta ha anche fatto una precisazione successiva che, se si può, è ancora peggio. No comment!

Resto allibito e sgomento: siamo alla frutta, ho pensato.

Non solo non stiamo considerando il settore enogastronomico come una delle risorse primarie del nostro paese per il rilancio della nostra competitività in un mercato in cui siamo leader incontrastati da millenni – pensa che succederebbe se unissimo sotto un unico brand il nostro patrimonio culturale, enogastronomico e turistico – ma addirittura si rilasciano dichiarazioni che puntano a distruggerlo, non solo a parole, ma proponendo una struttura statale che dica cosa è di valore e cosa no. Una sorta di organismo censorio della casta dei cuochi, che viene legittimato dopo un ampio confronto negli Stati Generali…

Mi sembra veramente squallido. Sì, squallido: non trovo altre parole. Il solo fatto di averlo pensato è indice di una complessa struttura mentale statalista e conservatrice. Altro che cambiamento!

Come se non ci fossero i clienti, le persone in carne e ossa a giudicare la qualità dei prodotti e dei servizi che ricevono. No, in Italia abbiamo bisogno dell’esimio parere del sottosegretario Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua in Buitoni.

In Francia, se il suo collega si fosse permesso di fare affermazioni del genere… lo avrebbero cotto sottovuoto a bassa temperatura!!! E lo avrebbero fatto i MOF (Meilleur Ouvrier de France), non un qualunque cuoco esagitato in preda a un raptus di sconforto…

Allora ho voluto capire chi fosse la signora Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua in Buitoni, per scoprirne i meriti, le debolezze e il perché di tanta scempiaggine. Cerco e trovo la sua carriera d’imprenditrice prima: imprese all’estero, trust con il marito (è lui il vero Buitoni) e svariate altre attività. Di filantropa poi: l’Africa, le ONG (organizzazioni non governative), il FAI (presidentessa prima dell’Umbria e poi nazionale). E ultimamente politica: alla corte di Susanna Agnelli ai tempi di Craxi e poi con Lista Civica, con la quale è stata eletta deputata in questa legislatura. Dicono i maligni – sapete, quelli dei blog – che il suo grande merito sia stato quello di aver finanziato la campagna elettorale di Monti con 700.000,00 euro (circa 1.300.000.000 di lire dell’epoca di Berlinguer, ovvero 83 anni circa del suo stipendio: capisci perché te ne parlo?).

La vera nota positiva: si è dimessa da tutte le cariche (FAI, banche e istituti vari) prima di fare la campagna elettorale. Quindi, ho pensato, potrebbe anche dimettersi dalla carica di sottosegretario, dopo il danno che ha arrecato al settore culturale ed enogastronomico di cui dovrebbe occuparsi in veste di sottosegretario. Tanto i soldi per vivere non le mancano, con il cognome che si ritrova. Non è una questione classista: è solo un fatto di stile, di competenza, di immagine e di rappresentanza istituzionale.

Già, perché alla base di tutto resta un fatto: cosa rappresenta la signora Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua in Buitoni se non se stessa? Cosa l’avrà spinta a fare dichiarazioni così poco costruttive a tutela del più grande patrimonio italiano? Perché al peggio non c’è mai limite? Ci siamo da poco liberati di quello che diceva che “con la cultura non si mangia” ed ecco l’ennesimo caso della persona sbagliata al posto sbagliato.

Assorto nei miei pensieri inconfessabili, gli stessi che mi girano in mente anche adesso, arrivo la sera di venerdì scorso a casa e aspetto Crozza nel Paese delle Meraviglie su La7 per farmi due risate amare ma sincere e per scrollarmi di dosso un po’ di tristezza. Lo ammetto, è uno dei pochi programmi che seguo regolarmente, quando posso.

imagesIn attesa, come tutti i venerdì, c’è il programma 8 e mezzo, quello condotto da Lilli Gruber. E quando meno te l’aspetti, eccola lì la sorpresa che ti riconcilia con l’esistenza, che ti fa pensare che non tutto è perduto e che vale ancora la pena lottare e impegnarsi. Il suo faccione, quello del mio amico Oscar Farinetti (il creatore di Eataly), appare sullo schermo e parte il suo confronto con Carlo Freccero sui temi della comunicazione in politica.

Ora non starò a dirti cosa ha detto: se vuoi, puoi vederlo cliccando su questo link: http://www.youtube.com/watch?v=r8xWvTJPUTc

Ma il concetto sorprendente che ha espresso, è che secondo lui nei prossimi quattro anni l’Italia sarà il paese che avrà il più alto tasso di crescita di tutto l’occidente, perché riuscirà a valorizzare il suo grande patrimonio. E saranno proprio gli paesi altri paesi a spingerla in quella direzione, poiché all’estero c’è grande richiesta di prodotti italiani.

Fantastico!

Cosa fa Farinetti? L’imprenditore e collabora con Slow Food, Terra Madre e con molte altre organizzazioni in diversi continenti. Come mai non è sottosegretario? Lui ride sotto i suoi baffoni e racconta che a Renzi per le primarie ha pagato due cinema in Piemonte per complessivi 10.000,00 euro. E non ha mai dato un soldo ai partiti!!!

Prova a sentire la forza della passione, dell’etica e della visione che mette nei suoi gesti e nelle sue parole, e poi dimmi: ce lo meritiamo o no un sottosegretario competente che non spari stupidaggini a caso?

Io credo che il momento sia arrivato.

Se ancora credi come me che si possa salvare il nostro patrimonio e dare un futuro al nostro paese, bisogna mettere in atto una politica che ci proietti in un futuro fatto di speranze e di impegni seri e costruttivi. Le risorse ci sono, le persone pure, servono le azioni e i fatti concreti.

Io ci provo, tutti i giorni, anche in questo momento difficile: e tu?

Scrollati e mettiti al lavoro. Dai una mano anche tu, non farti gli affari tuoi, perché il paese, la speranza e il futuro che possiamo costruire è di tutti.

Grazie e a presto,

Filippo