Le Squadre di collaboratori, così come i Leader, hanno l’esigenza di rinnovare costantemente le ragioni del loro operato.

Questo aspetto è determinante per la motivazione, la qualità e l’efficienza delle prestazioni e, di conseguenza, il raggiungimento dei risultati.

Già, ma quali sono i risultati che ci attendiamo a livello personale e di gruppo?

La definizione dei risultati, in maniera chiara e condivisa, e la conditio sine qua non di ogni successiva valutazione, di merito e quantitativa.

In questa sede reputo che sia superfluo ricordare le tonnellate di ricerche e di dati che confermano queste affermazioni: è sufficiente guardarsi intorno per comprenderne l’assoluta validità, a qualsiasi livello.

La meraviglia sta nel fatto che gli imprenditori per primi (i cosiddetti capitani d’azienda) non comprendano la necessità di questa pratica: forse la danno per acquisita, scontata, superflua da ricordare e rinnovare. I fatti dimostrano spesso che ignorare il valore di questa asserzione si rivela un tragico errore.

È un fattore legato alle dimensioni aziendali? No, tutt’altro! È semplicemente un fenomeno culturale che indubbiamente stenta a far breccia nel bagaglio aziendale italiano impregnato della tradizione (abbiamo sempre fatto così…) e della componente familiare.

Se a questi elementi aggiungiamo la cronica ricerca al “nanismo imprenditoriale” con tanto di narrazione confermativa (piccolo è bello!!! Ma quando mai…), ecco che ci ritroviamo in contesti retrogradi e poco competitivi rispetto ad altri sistemi imprenditoriali con i quali siamo obbligati a competere. Si chiama mercato, da sempre, a prescindere che sia locale o globale.

Nel mio piccolo mi sono confrontato più volte con queste situazioni poco edificanti, con la volontà di voler incoraggiare e aiutare concretamente l’evoluzione delle persone (dei Leader in primis), e di conseguenza delle organizzazioni aziendali.

Proprio quelle Squadre di individui chiamate a supportare lo sviluppo dell’attività e al raggiungimento dei risultati richiesti alle persone stesse.

Mi ostino a utilizzare la parola Leader nel senso più nobile ed etico del termine: il Leader è quella persona che si mette al servizio degli altri, che li guida con l’esempio. Ritengo che tutte le altre forme di Leader siano arroganti, fuorvianti e perdenti.

Un Capo non può essere un Leader fino a quando mette le proprie ambizioni al di sopra del bene comune e pretende che gli altri lo seguano pedissequamente, come facevano un tempo gli schiavi nell’antica Roma.

Del Leader mi occupo in dettaglio in altre comunicazioni.

Questo breve scritto è dedicato allo sviluppo della Squadra e principalmente alla definizione dell’obiettivo, elemento imprescindibile per la motivazione personale e collettiva.

Si può raggiungere un obiettivo se non si riesce ad esprimere in termini chiari? Certamente no, è ovvio. Ed è altrettanto ovvio che renderlo comprensibile è un esercizio che va praticato costantemente proprio per verificarne la determinazione prima e la realizzazione poi.

Ogni elemento facente parte del Team può e deve essere in grado di conoscere quali sono le prestazioni individuali e collettive che la Squadra si aspetta da lui. Solo dalla chiarezza della definizione degli obiettivi può nascere la volontà, la motivazione e, di conseguenza, il raggiungimento dei risultati.

Da oltre 30 anni ogni volta che entro in contatto con una Squadra (o presunta tale), per prima cosa chiedo a tutti i componenti di indicarmi l’obiettivo che hanno per il prossimo periodo (anno, trimestre, mese, giorno… è indifferente!). Chiedo di indicarlo a livello personale e collettivo scrivendolo su carta.

A cosa serve quest’ultima verifica? A prendere consapevolezza di quanto sia difficile muoversi all’unisono verso un unico traguardo. Soprattutto quando nel momento della partenza il perché, come e cosa fare per raggiungere la meta risulta sfocato e confuso.

In genere è un esercizio divertente che rivela le incongruenze, i “non detto”, i “dato per scontato”, la poca comunicazione e in particolare la scarsa condivisione degli obiettivi da raggiungere, per sé e per gli altri.

La verifica serve inoltre a misurare il “Clima organizzativo” che si respira all’interno della Squadra. Tornerò su questo aspetto specifico in un’altra occasione.

Cosa ci si può aspettare da una simile situazione? Nulla o poco più. In genere dopo la verifica si ottiene una consapevolezza maggiore che rappresenta il punto di partenza per agire, lo Stato Attuale, appunto.

Poi inevitabilmente serve la volontà di mettersi in gioco e di cambiare lo status quo. Ed è a questo punto che si entra nella fase della resistenza al cambiamento (abbiamo sempre fatto così) e del conflitto vero e proprio. Mettere in discussione le abitudini e i privilegi acquisiti nel tempo è sempre complicato!

Per superare questa fase è necessario un po’ di tempo e di lavoro per delineare un vero obiettivo, utilizzando una delle diverse formule (S.M.A.R.T.E.F., T.O.S.T.A., ecc.) che aiutano a sistematizzare il concepimento del traguardo (personale e collettivo) e la sua condivisone con tutta la Squadra.

Chiarito il focus, si può iniziare a lavorare per realizzarlo. In caso contrario si può continuare a ottenere gli stessi risultati facendo le stesse operazioni di sempre. In questo caso le mie domande sono altre:

  • Siete sicuri di voler raggiungere un nuovo traguardo?
  • Con questa accozzaglia di persone?

Il successo, dato dal raggiungimento dello Stato Desiderato, si paga sempre in anticipo.

Se non è chiaro l’obiettivo che rappresenta lo Stato Desiderato non esiste il successo.

Per concludere con un’ultima metafora, lasciami dire che il vocabolario è l’unico posto dove la parola successo viene prima della parola sudore. Nella vita reale è esattamente l’opposto: ovvio, non è vero?

Se vuoi, puoi provare la verifica indicata qui sopra con la tua Squadra: l’inizio dell’anno (inteso come periodo) è il momento migliore.

Verifica i risultati dall’esercizio e, se ti fa piacere, fammi sapere, come è andata. Poi decidi se continuare come avete sempre fatto o vuoi raggiungere i nuovi traguardi con la tua Squadra. È una scelta, come sempre, ed è soltanto vostra!

Buon lavoro e

Buona Vita

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